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Approfondimento1 ottobre 2026

Utero a T: quando la correzione isteroscopica può aiutare prima della fecondazione in vitro

Una malformazione dell'utero spesso scoperta solo dopo tentativi di PMA falliti. Come si diagnostica, cos'è la metroplastica isteroscopica e cosa sappiamo sui suoi benefici, dalla nostra review pubblicata su International Journal of Gynecology & Obstetrics.

Utero a T: quando la correzione isteroscopica può aiutare prima della fecondazione in vitro

L'utero a T (o utero dismorfico) è una malformazione in cui la cavità uterina, invece della normale forma triangolare, appare stretta e allungata come una lettera "T", a causa di pareti laterali più spesse. In passato era legata soprattutto all'esposizione in gravidanza al dietilstilbestrolo (DES), un farmaco usato fino agli anni '70; oggi sappiamo che può essere anche congenita o acquisita per altre cause.

Spesso non dà alcun sintomo, ma viene riscontrata con maggiore frequenza nelle donne con difficoltà a concepire, aborti ripetuti o fallimenti ripetuti dell'impianto dopo fecondazione in vitro (FIV).

Quanto è frequente

Non è facile dirlo: a seconda dei criteri usati, gli studi riportano valori tra lo 0,2% e il 10%. Il motivo è che per molto tempo non sono esistiti criteri condivisi per definirla, e ancora oggi diversi gruppi di esperti propongono misure differenti.

Come si fa la diagnosi

L'esame di riferimento è l'ecografia transvaginale 3D, che permette di vedere la cavità uterina "di fronte", come in una sezione, e di misurarne forma e dimensioni. In mani esperte è un esame molto accurato e non invasivo.

L'isteroscopia consente di osservare direttamente la cavità e, quando indicato, di trattare la malformazione nella stessa seduta.

Un punto importante: riconoscere l'utero a T richiede esperienza specifica. Non di rado la diagnosi arriva solo dopo diversi tentativi di PMA non riusciti, quando nel frattempo la riserva ovarica si è ridotta.

Cos'è la metroplastica isteroscopica

È l'intervento che corregge la malformazione. Si esegue per via isteroscopica, cioè dall'interno dell'utero attraverso il canale cervicale, senza tagli sull'addome. Con piccole incisioni delle pareti laterali si allarga la cavità e si ripristina una forma più vicina a quella triangolare.

Oggi esistono tecniche sempre meno invasive, con strumenti di piccolo calibro, che in casi selezionati permettono di eseguire la procedura anche in regime ambulatoriale. Le complicanze sono rare: perforazione e infezione si verificano in meno dell'1% dei casi in centri esperti. Va però prevista un'attenta sorveglianza in una successiva gravidanza, in particolare del collo dell'utero.

Cosa dicono gli studi

Nella nostra review abbiamo analizzato gli studi che hanno valutato gli esiti della FIV dopo metroplastica. In sintesi:

  • la correzione dell'utero a T sembra migliorare la possibilità di gravidanza spontanea
  • in diversi studi migliorano anche impianto dell'embrione, gravidanze e nati vivi con la FIV, soprattutto nelle donne con ripetuti fallimenti di impianto o aborti ripetuti
  • in uno studio su donne con almeno tre transfer falliti, la percentuale di nati vivi è stata del 30% con metroplastica seguita da FIV, contro il 10% circa con la sola FIV

I possibili meccanismi sono diversi: una cavità più ampia e distensibile, una migliore vascolarizzazione dell'endometrio e una migliore "ricettività" all'embrione.

I limiti delle conoscenze attuali

Si tratta però di dati provenienti da studi osservazionali, spesso piccoli e diversi tra loro per criteri diagnostici e tecniche. Mancano ancora studi randomizzati che confermino in modo definitivo il beneficio e chiariscano quali pazienti ne traggano maggior vantaggio.

Per questo la metroplastica non va proposta a tutte, ma valutata caso per caso: è una possibilità concreta soprattutto per le donne con utero a T e ripetuti fallimenti della FIV, dopo aver escluso altre cause di infertilità. Anche la scelta tra un periodo di ricerca spontanea dopo l'intervento o il passaggio diretto alla PMA dipende dall'età e dalla riserva ovarica.

Se stai affrontando un percorso di PMA con insuccessi ripetuti, una valutazione ecografica 3D della cavità uterina può aiutare a capire se un fattore uterino stia giocando un ruolo.

Bibliografia

  1. Barra F, Gazzo I, Favilli A, Russo C, Monaco G, Alessandri F, Gerli S, Alonso Pacheco L, Exacoustos C, Ferrero S. Metroplasty before IVF in women with a T-shaped uterus: a clinical challenge. Int J Gynaecol Obstet. 2026;174(1):86-95. https://doi.org/10.1002/ijgo.70827

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